Daniele Lupo Jallà

Laureato in Lettere all'Università di Torino con una tesi in storia contemporanea, tra il 1977 e il 1982 ha collaborato con il Dipartimento di Storia dell'Università di Torino, partecipando all'attività di ricerca e didattica dell'Istituto di Storia di Magistero.

Funzionario della Regione Piemonte dal 1980 al 1992, si è occupato di storia e culture locali, seguendo il progetto "Alpi e Cultura", la valorizzazione del patrimonio linguistico regionale, curando i rapporti con gli Istituti storici della Resistenza, i problemi di tutela del patrimonio archivistico e i settori dell'etnografia e della cultura popolare, occupandosi di musei, storici ed etnografici in particolare, e curando l'organizzazione di convegni, di indagini bibliografiche, di ricerche etnografiche, linguistiche, storiche. Divenuto dirigente del Servizio Mostre, tra il 1992 e il 1994 ha organizzato numerose mostre d'arte contemporanea e seguito attività di ricerca sulla creazione artistica giovanile e la creazione di un circuito espositivo regionale.

Trasferitosi al Comune di Torino, dal 1994 è dirigente del Settore Musei e, dal 2000, prima Vice Direttore per i Servizi Museali della Divisione Servizi Culturali e poi Coordinatore dei Servizi Museali della Città di Torino, ruolo che ricopre tuttora.

È stato docento a contratto di Legislazione dei beni culturali presso il Master in "Conservazione e gestione dei beni culturali" dell'Università di Macerata (1999-2002); di Museografia presso il Diploma universitario di Operatore dei Beni Culturali della Facoltà di Lettere dell'Università di Torino (2000-2003); di Legislazione dei beni culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell' Università del Piemonte Orientale (2002-2005) e di Gestione dei musei e dei beni culturali presso la II Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino (2003-2008).

Ha svolto attività di ricerca sulla cultura operaia, la famiglia, la socialità, la didattica della storia, pubblicando su questi argomenti diversi lavori in libri e riviste. Dal 1984 si è dedicato in modo particolare alla storia della deportazione, pubblicando, tra l'altro con Anna Bravo La vita offesa. Storia e memoria dei Lager nazisti nei racconti di duecento protagonisti (Angeli 1986) e Una misura onesta. Gli scritti di memoria della deportazione dall'Italia 1944-1993 (Angeli 1994). A partire dalla metà degli anni novanta i suoi interessi si sono rivolti alla museologia e alla museografia, con la pubblicazione in particolare Il museo contemporaneo. Introduzione al nuovo sistema museale italiano. (Utetlibreria 2000 e 2003) e la cura del volume Hugues de Varine, Le radici del futuro, Clueb - Museopoli 2005.

Dal 2004 è presidente del Comitato Italiano dell'ICOM, dopo aver fatto parte dal 2000 della sua Giunta esecutiva. È membro del Consiglio superiore dei beni culturali, della Commissione cultura dell'Anci; dei Comitati scientifici del "Musée des Civilisations - France Europe, Méditerranée" di Marsiglia, del Museo Guatelli di Ozzano sul Taro, del Museo diffuso della Resistenza di Torino, della Galleria d'arte moderna di Torre Pellice, dell'Ecomuseo di Perosa Argentina.
Con Alain Monferrand ha partecipato all'ideazione del programma museografico del Forte di Bard (Valle d'Aosta) ed è attualmente è coordinatore del suo Comitato Scientifico e responsabile scientifico della realizzazione del programma nuseografico stesso.

Pubblicista dal 1992, ha collaborato con "La Stampa" "Alp", "La Rivista della Montagna", "Janus", "Capital", "L'Alpe", "Il Giornale dell'Arte", "Le Monde Alpin et Rhodanien", "Nuova museologia", "Aedon", è stato Coordinatore scientifico dell'edizione italiana della rivista "L'Alpe ed è membro del Comitato di redazione de "Le Monde Alpin et Rhodanien" del Centre Alpin et Rhodanien d'Ethnologie di Grenoble.

Nato a Torre Pellice il 10 luglio 1950, è sposato, ha due figlie e risiede a Torino in Via Maria Vittoria 44.

per il ciclo Città della memoria
Documenti partecipanti

pdf MuseoTorino: riflessioni a partire da un'esperienza in corso di museo di storia della città.
di Daniele Jalla